carni trasformate

Il fatto che anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) abbia messo nero su bianco la correlazione tra il consumo di carni lavorate e alcuni tipi di cancro (nello specifico colon-retto, pancreas e prostata) conferma quanto molti medici ed epidemiologi affermano da tempo.

Già nel 2007, infatti, la World Cancer Research Fund International pubblicò una revisione sistematica di tutta la letteratura scientifica che aveva come tema gli apporti dietetici e il rischio di sviluppo di tumori. I risultati evidenziarono una relazione “CONVINCING” (ovvero una relazione CAUSALE, cioè il massimo livello di evidenza che si può attribuire a uno studio scientifico) tra:

  • consumo di carne rossa e carne trasformata e sviluppo di cancro al colon-retto;
  • consumo di sale e sviluppo di cancro allo stomaco;
  • consumo di bevande alcoliche e sviluppo di cancro dal tratto oro-faringeo fino allo stomaco.

(per leggere la revisione clicca qui)

Forse la differenza fra ieri e oggi e che con il verdetto dell’OMS possiamo definitivamente mettere un punto su questa questione: il consumo eccessivo di carne rossa e carne trasformata favorisce lo sviluppo di cancro. PUNTO.

Ora la mia domanda è, cari italiani, davvero serviva l’OMS per capire che consumare 50gr di wurstel tutti i giorni per tutta la vita fa ammalare il colon?

Assolutamente No.

Noi più di tutti gli altri sappiamo benissimo che la maggior parte delle cose che stiamo importando e imparando da altri paesi (non solo a livello di alimenti, ma anche di abitudini) è ciò che davvero ci sta facendo ammalare; ma il problema è che siamo un pò come i bambini e ogni tanto è importante che la mamma (in questo caso mamma-OMS) si prenda la briga di ricordarci che alimentarsi come Fred Flinstone fa venire il cancro.

Allora d’improvviso diventiamo tutti salutisti e pensiamo a come far saltare per aria gli stabilimenti di salsicce senza fare troppo rumore.

Arrivo al punto: è la quantità a fare la differenza, qui sta il centro della questione.

E’ evidente ormai che la diminuzione dei consumi di carne è una strada obbligata, non solo per la nostra salute, ma anche per quella delle risorse naturali che per la sua produzione vengono utilizzate (o meglio sovrautilizzate). È evidente che produrre carne per un mondo in continua crescita e in cui i consumi sono in costante escalation spinge alla ricerca di soluzioni rapide, di scorciatoie che consentano una produzione veloce, standardizzata e meccanizzata. Tutto questo è figlio di un modo sbagliato di mangiare carne.

Credete davvero che la salsiccia prodotta da una grande industria alimentare sia paragonabile con quella prodotta da un’azienda agricola a conduzione familiare? Ma ancora, pensate davvero che un insaccato prodotto da un’azienda italiana sia paragonabile con uno prodotto negli Stati Uniti?

No. La nostra carne rossa non è la loro carne rossa, le nostre carni trasformate non sono le loro carni trasformate, le nostre frequenze di consumo non sono paragonabili con le loro.. SEMPRE CHE si continui (o si ricominci) a mangiare come italiani.

 

In conclusione…

Lo studio redatto dall’OMS (per leggere la nota clicca qui) deve farci riflettere sul fatto che diversificazione e consapevolezza sono gli strumenti giusti per approcciarsi in maniera matura a tutte le tematiche riguardanti la nutrizione e che:

  • Un’alimentazione VARIA ed EQUILIBRATA è l’unico salvagente di salute che esiste;
  • fra tutti i modelli alimentari quello mediterraneo è di gran lunga il più salutare, perché prevede un apporto proteico derivante non solo dalla carne, ma soprattutto dal pesce e dai legumi e in secondo luogo dai latticini e dalle uova;
  • è necessario preferire il “Made in Italy” e badare sempre alla qualità di quello che si compra;
  • è importante inoltre salvaguardare le piccole e medie imprese alimentari italiane, le aziende biologiche e quelle a Km 0, che ogni giorno mettono sul mercato i loro prodotti, ma che il più delle volte sono soffocate dalla concorrenza delle grandi industrie e delle multinazionali;
  • consumare carne non uccide, consumarne troppa può far male.

Quindi come ripetiamo noi dietisti da una vita: nella nostra alimentazione quotidiana la carne, bianca, deve essere consumata non più di 3-4 volte a settimana e gli insaccati 1-2 volte/settimana (evitando quelli più ricchi di grassi). La carne rossa è un alimento che va tenuto per quelle che si definiscono “occasioni speciali”.