Una donna diabetica può allattare al seno il proprio bambino come tutte le altre donne.

allattamento seno

Questa frase può sembrare scontata e banale, ma in realtà, durante la maternità, sono molti i momenti in cui una donna diabetica si chiede “Potrò farlo anche io?“.

La presenza diabete non costituisce una controindicazione all’allattamento al seno, che anzi, nelle donne diabetiche va incoraggiato; bisogna comunque tener presente che mantenere l’allattamento fino alla soglia consigliata (6° mese) può essere più difficile.

Il buon controllo metabolico è in ogni caso condizione indispensabile perché l’allattamento possa proseguire; è importante evitare sia i picchi iperglicemici che gli episodi di ipoglicemia. Infatti, mentre il persistente cattivo controllo glicemico con picchi glicemici postprandiali, determina un’alterazione della composizione del latte, l’ipoglicemia, mediante la produzione di adrenalina può inibire sia la produzione di latte che il riflesso di eiezione. Quindi, non abbandonate il vostro diabetologo 😉 al contrario chiedete sempre consigli e controllatevi spesso le glicemie, perché potrebbero essere necessari cambiamenti dei dosaggi dell’insulina.

Dal punto di vista nutrizionale quali sono le cose più importanti da sapere?

Ce ne sono molte in realtà. il problema è che spesso non viene adeguatamente comunicato quanto l’allattamento sia un momento importante nella vita di un bambino.

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L’allattamento, insieme alla gravidanza, al concepimento e allo svezzamento, è uno di questi momenti.

Guardiamo nello specifico a cosa dobbiamo fare attenzione:

  • Una corretta alimentazione, bilanciata nelle sue componenti, deve essere mantenuta per tutta la durata dell’allattamento (considerate che il dispendio energetico dovuto alla quantità di latte prodotto dalla madre nei primi mesi di vita del neonato è pressoché equivalente al costo energetico della intera gravidanza). Quindi non pensate di fare una dieta dimagrante ora, ma neanche di mangiare più del dovuto! Seguite la dieta che vi avevano consigliato durante la gravidanza, andrà benissimo.
  • Le richieste nutritive della madre sono direttamente proporzionali all’intensità ed alla durata dell’allattamento. Ovviamente ci auguriamo che l’ allattamento al seno duri in maniera esclusiva almeno fino a 4-5 mesi (la soglia consigliata è quella dei 6 mesi).. se doveste smettere prima è importante ridurre un pò la quantità di calorie della dieta: infatti dopo il sesto mese di allattamento il fabbisogno energetico materno supplementare si riduce perchè la produzione del latte diminuisce!
  • Un aumento nell’introduzione dei liquidi non corrisponde a un aumento del volume di latte prodotto; tuttavia, per mantenere un normale bilancio idrico, è necessario un aumento dell’ assunzione di liquidi (di circa 700 ml/die, quindi bevete sempre un mezzolitro di acqua in più rispetto a quello che assumevate prima).
  • Le linee guida consigliano per la donna che allatta un aumento del consumo di proteine derivanti da alimenti quali il latte (importante introdurre alimenti contenenti calcio, perchè circa un terzo di quello che introduciamo verrà utilizzato per la produzione del latte..quindi si a latte, yogurt etc.), pesce, legumi, carne, uova.
  • Oltre a un maggior fabbisogno energetico e proteico, durante l’allattamento aumentano anche le richieste di alcuni sali minerali (calcio, fosforo, rame, zinco) e di alcune vitamine. Quindi mangiate verdure ad ogni pasto, in grandi quantità, cercando di preferire quelle fresche e di stagione.
  • Una cosa che spesso non si dice ma che invece è importantissima è che in allattamento e in gravidanza sono importantissimi gli Omega 3. Molti studi stanno dimostrando che gli omega 3 assunti in gravidanza e in allattamento pare facciano davvero bene allo sviluppo neurologico del bambino. Non c’è bisogno di supplementazioni se si segue una dieta equilibrata, bastano 2 porzioni di pesce a settimana (meglio se pesce azzurro). Contengono omega 3 anche il tuorlo d’uovo e le alghe.
  • E’ utile fare attenzione anche al ferro per evitare stati anemici tardivi (almeno fino al ripristino del normale ciclo mestruale) e allo iodio. Quindi si al sale iodato e agli alimenti ricchi di ferro come i legumi (in particolare le lenticchie) la carne etc. (ricordate che mettendo il limone sulla carne l’assorbimento di ferro aumenta)
  • Tra le sostanze la cui assunzione è proibita ricordiamo l’alcool, in tutte le sue forme, perché l’alcool etilico passa nel latte e può provocare nel lattante sedazione, ipoglicemia, vomito e diarrea. Caffè, tè, cacao e bevande a base di cola vanno limitati per evitare il passaggio nel latte degli alcaloidi in essi contenuti. Per quanto riguarda gli edulcoranti sostitutivi dello zucchero, pur se sostanzialmente innocui nelle dosi abitualmente consigliate, il loro uso è sconsigliato durante l’allattamento.
  • La maggior parte dei composti chimici ingeriti dalla madre passano nel latte. Per questo motivo dovreste consultare il medico prima di assumere qualsiasi supplemento dietetico, medicamento o farmaco o cibi dal sapore forte (spezie, aglio, cipolle, ecc.) che possono risultare sgraditi al neonato o che possono scatenare manifestazioni cliniche.