tazza di latte

Esistono numerosi studi e opinioni contrari all’assunzione quotidiana del latte vaccino, per varie ragioni:

  • L’uomo è l’unico mammifero che beve latte dopo lo svezzamento (per di più un latte non proveniente dalla propria specie);
  • Numerosi studi hanno riscontrato un rischio maggiore di fratture e di osteoporosi in gruppi di persone o di intere popolazioni che consumano quotidianamente latte rispetto alle popolazioni che non ne consumano affatto;
  • Secondo alcuni studiosi, il latte dovrebbe essere sconsigliato anche per la prevenzione primaria dei tumori, perché contiene molti ormoni e fattori di crescita che vengono somministrati alle vacche per indurle a produrre latte pur non essendo realmente gravide.

Di sicuro questi studi non possono essere presi alla leggera: consumare quotidianamente grosse quantità di latte vaccino non è assolutamente consigliabile, anche perché sono fermamente convinta che il latte che troviamo oggi nei supermercati non sia un alimento nutrizionalmente comparabile con un latte fresco appena munto.

Tuttavia, il latte vaccino rimane ad oggi uno dei pochi alimenti “completi” (ad eccezione del suo contenuto in ferro, che è davvero modesto) dato il suo apporto di carboidrati, lipidi, proteine, vitamine e sali minerali.

Credo quindi che il miglior comportamento sia sempre quello di non esagerare con le porzioni (la nostra tazza da 150gr di latte al mattino è una quantità più che sufficiente), di scegliere preferibilmente i prodotti da allevamenti e agricoltura biologica o Km 0 e di variare sempre ciò che assumiamo. In questo modo anche l’assunzione di latte non avrà alcun impatto negativo sulla nostra salute.

Oltre allo yogurt, il latte vaccino può essere sostituito con il latte vegetale. In commercio ne esistono diversi tipi, ognuno con caratteristiche nutrizionali molto diverse fra loro, per questo è necessario conoscerli prima di assumerli:

LATTE DI SOIA

Il suo apporto proteico, in termini quantitativi, è sovrapponibile a quello del latte vaccino; questa caratteristica rende il latte di soia un ottimo alimento per chi conduce una dieta vegetariana/vegana, ma anche per chi deve diminuire i grassi nella propria alimentazione. Infatti, oltre a essere privo di colesterolo, il latte di soia contiene molti grassi “insaturi” (i cosidetti “grassi buoni”) che, insieme alle proteine della soia, contribuiscono all’abbassamento del colesterolo plasmatico, delle LDL e dei Trigliceridi nel sangue.

LATTE DI RISO

Il vantaggio principale del latte di riso è l’assenza di lattosio, il che lo rende un alimento adatto anche per le persone intolleranti a questo zucchero; mancano inoltre le proteine del latte vaccino, verso le quali alcuni soggetti, neonati inclusi, sviluppano ipersensibilità. L’assenza di colesterolo e l’abbondante frazione di grassi insaturi lo rendono un valido sostituto del latte vaccino per persone che devono seguire una dieta povera di grassi. Tuttavia, ne è sconsigliata l’assunzione in presenza di diabete, ridotta tolleranza ai glucidi e sovrappeso/obesità a causa dell’abbondante frazione di zuccheri semplici; inoltre i latti di riso non arricchiti sono poveri di calcio, vitamina A, D e B12 e proteine, tutti nutrienti importanti per la crescita dei bambini, ma anche durante la gravidanza, l’allattamento e la vecchiaia

LATTE DI MANDORLA

L’energia apportata dal latte di mandorla deriva principalmente dagli zuccheri semplici utilizzati per la sua preparazione (a volte viene addizionato di fruttosio per renderlo un latte a miglior impatto glicemico) e dalle mandorle stesse utilizzate per la preparazione. Questi due componenti donano a questo alimento un sapore particolarmente gradevole, per questo molte volte viene utilizzato per preparare gustose bevande, adatte anche per le merende dei più piccoli. Il latte di mandorla apporta una discreta quantità di antiossidanti (Tocoferolo – Vit E) la predominanza dell’apporto di acidi grassi insaturi (oleico e linoleico) gli conferisce una discreta qualità nutrizionale.

LATTE DI AVENA

Per molto tempo si è creduto che il latte di avena godesse di caratteristiche nutrizionali uniche nel suo genere per la presenza di beta-glucani, componenti della fibra solubile che contribuiscono all’abbassamento dei livelli di colesterolo nel sangue. In realtà, il livello di beta-glucani contenuti del latte di avena (0,8g/100mL) non è minimamente paragonabile a quello contenuto nell’alimento solido. Tuttavia, è decisamente una bevanda ipocalorica, con un buon quantitativo di vitamina E e Acido Folico; non contiene colesterolo e lattosio (lo zucchero presente è glucosio(maltosio) e la frazione glucidica è nettamente superiore rispetto a quella proteica e lipidica.

 

Immagine: www.danielepicciuti.com

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